Adele Margherita Dossena, madre di Agostina Belli, fu uccisa a Milano nel 1970. Il suo resta uno dei casi più discussi della cronaca nera.
Ci sono delitti che non smettono mai davvero di restare aperti, anche quando i fascicoli vengono archiviati. Quello di Adele Margherita Dossena è uno di questi. Il suo nome è tornato più volte nelle cronache perché la donna, madre dell’attrice Agostina Belli, fu uccisa a Milano il 16 febbraio 1970 in circostanze mai chiarite fino in fondo.
Da allora, attorno a quel delitto, sono rimasti il dolore della famiglia, l’assenza di un colpevole e, negli ultimi anni, anche l’ipotesi che la sua morte possa essere collegata ad altri omicidi di donne avvenuti nello stesso periodo in città.
Chi era Adele Margherita Dossena e cosa accadde in via Copernico
Adele Margherita Dossena aveva 54 anni, era separata e aveva due figlie, Agostina e Armida. Gestiva una pensione in via Copernico 18, non lontano dalla Stazione Centrale, frequentata soprattutto da studenti, che secondo i ricordi della figlia la chiamavano affettuosamente “mamma Lina”.
La sera del delitto alcuni ospiti avrebbero dovuto ritrovarsi nel suo appartamento per guardare un film in televisione, ma trovarono il portone chiuso, cosa insolita. Quando alcuni di loro riuscirono a entrare, trovarono l’appartamento a soqquadro, con cassetti divelti e mobili spostati, e Adele a terra nel salotto, uccisa a coltellate.

È proprio la scena del delitto ad aver lasciato dietro di sé molti interrogativi. Secondo le ricostruzioni successive, non si trattava di una semplice rapina finita male: la casa era in disordine, ma alcuni oggetti di valore non sarebbero stati portati via.
Negli anni Agostina Belli ha raccontato di non essersi mai rassegnata a quella morte e di aver continuato a chiedersi chi fosse entrato in quell’appartamento e perché sua madre fosse stata uccisa con tanta violenza. Il caso, però, fu archiviato dopo circa un anno senza arrivare a un responsabile.
Il delitto irrisolto e l’ipotesi del “Mostro di Milano”
Il nome di Adele Margherita Dossena è tornato con forza al centro dell’attenzione quando alcuni criminologi e i familiari di altre vittime hanno ipotizzato un legame tra il suo omicidio e una serie di altri delitti di donne avvenuti a Milano tra gli anni Sessanta e Settanta. Secondo questa pista, rilanciata anche da trasmissioni e approfondimenti giornalistici, più casi presenterebbero somiglianze nel contesto urbano, nell’uso dell’arma bianca e nella ferocia dell’aggressione.
Tra gli elementi più discussi c’è anche il possibile collegamento con Elisa Casarotto, che secondo quanto riferito dalla famiglia era amica di Adele e fu uccisa a sua volta anni prima. Va però ricordato che quella del serial killer resta, allo stato, un’ipotesi investigativa e criminologica, non una verità giudiziaria accertata.
Negli sviluppi più recenti del caso, alcuni reperti recuperati dalla scena del crimine, tra cui i frammenti del telefono andato in pezzi durante la colluttazione, sono stati indicati come possibili fonti di nuove analisi. Proprio su questi materiali, secondo le ricostruzioni giornalistiche del 2024, sarebbe stato isolato un profilo maschile definito “ignoto numero uno”, che potrebbe avere un peso in eventuali nuovi approfondimenti.
Per ora, però, il delitto di Adele Margherita Dossena resta uno dei grandi misteri della cronaca milanese: una donna uccisa in casa propria, una famiglia che non ha mai smesso di cercare risposte e una verità che, dopo più di cinquant’anni, non è ancora arrivata.